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pittura antica
pittura antica

Le prime forme di pittura e dipinti nelle antiche civiltà sudamericane e orientali

Il desiderio dell'abbellimento del luogo dove si abita o si celebrano riti è motivazione determinante di quel fenomeno artistico che prende il nome di "decorazione". L'arte di abbellire le pareti, in particolare, è ampiamente diffusa presso tutte le culture extraeuropee; le testimonianze relative sono sotto gli occhi di tutti e ne daremo alcuni esempi.

Gli antichi Maya si staccano artisticamente dalle altre culture precolombiane per l'eccellenza nel padroneggiare la tecnica della pittura a fresco. Moltissimi infatti dovevano essere gli affreschi che decoravano le pareti sia interne sia esterne degli edifici; essi erano eseguiti su una preparazione di gesso bianco, utilizzando una vasta gamma cromatica dalle innumerevoli gradazioni tonali.

L'esempio massimo, fra quelli finora rinvenuti, è considerato il grande complesso affrescato delle tre sale contigue nell'edificio per il culto religioso di Bonampak, immerso nella foresta dello stato di Chiapas nel Messico meridionale e scoperto quasi casualmente nel 1946. Questa specie di Cappella Sistina messicana avvince per lo straordinario affollamento dei personaggi, per la smagliante policromia, nonché per la grandiosità dell'impianto compositivo. Nelle prime tre sale, interamente affrescate, pareti e soffitti con quelli che possono essere considerati tra i primi “dipinti antichi”, si racconta con il sottile atteggiamento delle movenze di una grande danza propiziatoria, intrisa di aspetti cerimoniali, la preparazione ad un'azione bellico-religiosa; nella seconda si passa al racconto ferrigno dell'azione, con l'incursione in un villaggio ove si catturano i prigionieri da destinarsi al sacrificio rituale, e a quello della preparazione rituale dei prigionieri che vengono sontuosamente abbigliati per l'olocausto; la terza stanza raggiunge la più alta vetta di pathos con la sontuosa cerimonia del sacrificio che si conclude con la danza rituale. Questi dipinti, eccezionali per forza espressiva e per impianto compositivo, si staccano nettamente dalle regole, rigidamente schematiche, dei modelli proposti dal predominante simbolismo delle culture mesoamericane e sono caratterizzati anzi dalla marcata accentuazione del realismo figurativo.
Ma non è detto che la decorazione di abbellimento si estrinsechi solamente all'interno, vi sono anche numerosi esempi di pareti abbellite esternamente. A tale proposito ricorderemo le gigantesche rovine della capitale del regno dei Chimù, la favolosa Chanchan, che occupava un'area di ben 18 km, nei pressi della città peruviana di Truji1lo.

Il numero degli edifici è grande e la complessità dell'impianto urbanistico è tale da dare l'impressione di un labirinto di tipo cretese. Ciò che maggiormente colpisce il visitatore è che tutte le pareti sono decorate con delle applicazioni a stucco di grande vigore plastico, che insistono su serie di motivi ripetuti, allineati a ranghi paralleli o diagonali, rappresentanti scimmie, felini, uccelli d'ogni tipo, simboli solari e della Terra, teste trofeo, ecc., tali da dare alle forme troncopiramidali degli edifici una preziosità decorativa che attenua il valore incombente della massa muraria.

V'è poi da fare la considerazione che certi ambienti naturali, come le grotte, siano stati determinanti per suggerire temi di abbellimento parietale. E il caso del maggior monumento pittorico dell'lndia antica: le caverne di Ajanta (iniziate nel Il secolo a.c.) dedicate al culto di Buddha. Si tratta di una pittura tutt'altro che sommaria, che non ha caratteristiche precipuamente religiose e sembra piuttosto un'illustrazione di vita mondana, in una successione di scene e di frammenti di paesaggio.

Tutt'altro discorso si propone per la decorazione estremo-orientale, che tende ad abbellire soprattutto gli esterni. Formalmente sia la produzione cinese che quella giapponese sono alquanto simili. La differenza fra le due produzioni è legata principalmente al modo di trattare gli argomenti pittorici e al differente repertorio delle forme decorative, Infatti la decorazione cinese è fedele alla figurazione della pittura classica cinese, che descrive sovente paesaggi, giardini, montagne, con architetture rese nella tipica prospettiva assonometrica a linee parallele. L'insieme dà un'impressione di profusione e la maniera è larga e tutta pervasa da una fantasia prevalentemente decorativa. Gli elementi di cui è costituita la decorazione giapponese sono concentrati in masse ben determinate che lasciano scoperti grandi spazi di fondo: poche architetture, paesaggi montagnosi, laghi, cascate, alberi fioriti, scene teatrali. Lo stile è più nervoso e raffinato, e indica chiaramente la maniera di strabilianti virtuosi, eccezionalmente abili nel suggerire un'atmosfera poetica.


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