Piccola vettura elettrica dall'aspetto rétro parcheggiata in una piazza italiana.

Fiat Multiplina elettrica, quattro posti in appena tre metri: il concept che richiama la Multipla del 1956

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La nuova Fiat Multiplina elettrica misura appena 3,04 metri, offre quattro posti e utilizza un’architettura da quadriciclo pesante. Sono le caratteristiche principali del concept presentato al Salone dell’Auto di Parigi e descritto nel dettaglio dalla casa torinese con una comunicazione ufficiale del 23 ottobre 2026. Il progetto recupera l’idea alla base della Fiat 600 Multipla del 1956: sfruttare al massimo lo spazio disponibile per trasportare più persone con un veicolo dalle dimensioni contenute.

La Multiplina nasce per occupare una posizione intermedia tra la Fiat Topolino, pensata per due persone e gli spostamenti urbani, e un’automobile tradizionale. L’obiettivo è esplorare una soluzione che permetta di affrontare gli impegni quotidiani con quattro posti a disposizione, riducendo gli ingombri rispetto alle comuni utilitarie.

Il veicolo è ancora un concept e non sono stati annunciati un prezzo, un’autonomia ufficiale o una data di commercializzazione. Le informazioni diffuse riguardano soprattutto dimensioni, impostazione tecnica e possibilità di utilizzo.

Quattro posti in 3,04 metri: le dimensioni della nuova Multiplina

La caratteristica più interessante della Fiat Multiplina elettrica riguarda il rapporto tra spazio interno e dimensioni esterne. La carrozzeria è lunga 3,04 metri, larga 1,40 metri e alta 1,53 metri. In un ingombro particolarmente ridotto trovano posto il conducente e tre passeggeri.

Per avere un riferimento, la Fiat Topolino è lunga circa 2,54 metri e dispone di due sedili. La Multiplina aggiunge dunque mezzo metro scarso alla lunghezza complessiva, raddoppiando la capacità di trasporto delle persone. Il confronto chiarisce la direzione del progetto, anche se le due vetture appartengono a categorie differenti.

La larghezza di 1,40 metri costituisce un altro elemento significativo. Nei centri urbani, dove la circolazione si svolge spesso lungo strade strette e i parcheggi sono limitati, pochi centimetri possono incidere sulla facilità di manovra. Una carrozzeria di queste proporzioni permette inoltre di contenere la superficie occupata dal veicolo quando è fermo.

Resta da conoscere nel dettaglio l’organizzazione dell’abitacolo. La presenza di quattro posti è confermata, ma non sono stati comunicati dati definitivi sulla capacità del bagagliaio o sulle possibili configurazioni dei sedili. Sono informazioni importanti per valutare quanto la Multiplina possa risultare pratica negli spostamenti con tutti i passeggeri a bordo.

Il collegamento con la Fiat 600 Multipla del 1956

L’EREDITÀ DEL MODELLO STORICO

Il riferimento storico non riguarda esclusivamente il nome. La Fiat 600 Multipla, presentata nel gennaio 1956 al Salone di Bruxelles, riusciva a trasportare fino a sei persone in una carrozzeria lunga circa tre metri e mezzo. Una soluzione particolarmente ingegnosa per l’epoca, quando la motorizzazione di massa richiedeva automobili economiche e capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie.

Il progetto originale sfruttava la meccanica della Fiat 600, con motore posteriore, e adottava un’impostazione della carrozzeria che consentiva di ricavare maggiore spazio per i passeggeri. Il risultato era un’automobile compatta, ma con una capacità di trasporto insolita rispetto alle sue dimensioni.

La nuova Fiat Multiplina elettrica riprende soprattutto questo principio progettuale. Il collegamento emerge anche da alcuni elementi estetici: il parabrezza collocato in posizione avanzata, la carrozzeria bicolore, il caratteristico baffo sul frontale e il trattamento delle prese d’aria posteriori richiamano la Multipla degli anni Cinquanta.

La somiglianza non implica però una continuità meccanica. Il modello del 1956 era un’automobile con motore a combustione interna, mentre la Multiplina del 2026 nasce attorno a un sistema di propulsione completamente elettrico e a una categoria di omologazione differente.

Anche la capacità di trasporto cambia: sei posti sulla vettura storica, quattro sul nuovo concept. In entrambi i casi, tuttavia, il progetto parte dall’organizzazione dello spazio destinato agli occupanti, anziché dalle proporzioni tradizionali di una carrozzeria automobilistica.

Che cosa significa l’architettura elettrica L7

Una delle informazioni tecniche più rilevanti riguarda la categoria L7, quella dei quadricicli pesanti. La Fiat Multiplina elettrica non è quindi concepita come una normale autovettura di categoria M1, ma come un veicolo appartenente a una classe regolamentare distinta.

La normativa europea, attraverso il Regolamento UE 168/2013, stabilisce specifici requisiti per i quadricicli pesanti. Per quelli destinati al trasporto di persone è previsto un limite di massa in ordine di marcia di 450 chilogrammi, calcolato secondo i criteri regolamentari applicabili. Nel caso dei veicoli elettrici, la massa delle batterie di trazione è esclusa da tale calcolo.

Per la sottocategoria L7e-C, relativa ai quadricicli pesanti con abitacolo chiuso, sono inoltre previsti una potenza nominale continua o netta massima di 15 kW e un limite di velocità per costruzione di 90 km/h. La classificazione L7e-CP contempla fino a quattro posti, conducente compreso.

Questi valori descrivono il quadro normativo e non devono essere interpretati come prestazioni già dichiarate per la Multiplina. Fiat ha indicato l’architettura generale L7, senza diffondere una scheda tecnica completa del veicolo.

La distinzione rispetto alla Topolino è sostanziale. Quest’ultima appartiene alla categoria dei quadricicli leggeri L6e, caratterizzata da requisiti differenti e da una velocità massima limitata a 45 km/h. La Multiplina esplora invece una tipologia di mobilità che potrebbe rispondere a esigenze di trasporto più articolate.

La categoria di omologazione influisce anche sulle regole relative alla guida e ai requisiti tecnici di sicurezza. Un quadriciclo pesante non deve essere automaticamente equiparato a un’automobile tradizionale per quanto riguarda prove di omologazione, protezione degli occupanti e caratteristiche costruttive. Le specifiche definitive saranno necessarie per valutare questi aspetti nel caso di un eventuale modello destinato alla vendita.

Dalla scuola al lavoro, gli utilizzi previsti nella mobilità urbana

La Fiat Multiplina elettrica è stata concepita pensando soprattutto agli spostamenti brevi e ricorrenti. Tra gli impieghi considerati rientrano il tragitto casa-lavoro, l’accompagnamento dei figli a scuola, gli acquisti e le commissioni quotidiane.

La disponibilità di quattro posti amplia le possibilità rispetto ai quadricicli urbani a due sedili. Un veicolo di questo tipo potrebbe essere utilizzato da nuclei familiari che devono percorrere distanze contenute e che non hanno sempre bisogno di un’automobile di maggiori dimensioni.

Il progetto affronta quindi un problema concreto: trovare un equilibrio tra capacità di trasporto e spazio occupato. Le normali utilitarie possono offrire maggiore versatilità sulle lunghe percorrenze, ma comportano dimensioni e masse superiori rispetto a quelle ipotizzate per un quadriciclo urbano.

L’alimentazione elettrica risponde alla stessa impostazione. Su tragitti prevalentemente cittadini, caratterizzati da percorrenze limitate e frequenti fermate, un sistema di propulsione elettrico può risultare adatto alle esigenze operative. La sua effettiva praticità dipende però da caratteristiche che per il momento non sono state rese note, a cominciare dalla capacità della batteria, dall’autonomia e dalle modalità di ricarica.

Anche l’accessibilità economica rimane da verificare. Le dimensioni ridotte e l’architettura semplificata possono contribuire a contenere l’impiego di materiali, ma non permettono di stabilire quale sarebbe il prezzo finale di un eventuale modello di produzione.

Meno materiali e dimensioni ridotte: l’approccio del progetto

La riduzione delle risorse necessarie alla costruzione è uno dei temi sviluppati attraverso la Fiat Multiplina elettrica. Dimensioni compatte, massa contenuta e organizzazione razionale dell’abitacolo sono gli strumenti individuati per realizzare un mezzo adeguato alle necessità quotidiane senza ricorrere alle proporzioni di un’automobile convenzionale.

Il principio appare particolarmente pertinente nel settore della mobilità elettrica, dove il peso complessivo incide sui consumi energetici e sulle prestazioni. Un veicolo più leggero richiede generalmente meno energia per essere movimentato, a parità delle altre condizioni, ma il vantaggio effettivo dipende da numerosi fattori, tra cui aerodinamica, rendimento del sistema di trazione e condizioni di utilizzo.

La riduzione delle dimensioni può inoltre limitare il fabbisogno di materiali per la carrozzeria e alcuni componenti strutturali. Non sarebbe tuttavia corretto quantificare un beneficio ambientale sulla base delle sole misure esterne. Per farlo servirebbero dati sulla produzione, sulla batteria, sui consumi e sull’intero ciclo di vita del veicolo.

Il concept viene definito Multi-Purpose Quadricycle, espressione con cui Fiat identifica una possibile nuova interpretazione del quadriciclo, capace di combinare ingombri contenuti e maggiore disponibilità di spazio per i passeggeri.

Si tratta di una definizione progettuale e commerciale, non di una nuova categoria di omologazione europea.

Dal Salone di Parigi al possibile sviluppo di serie

La Multiplina è stata mostrata al Salone dell’Auto di Parigi insieme alla Fiat Multiplay, un altro concept dedicato alla versatilità degli spazi. I due progetti affrontano esigenze differenti.

La Multiplay, lunga 4,45 metri, esplora la possibilità di modificare la configurazione di un veicolo familiare attraverso soluzioni modulari, passando da un’impostazione per il trasporto dei passeggeri a una configurazione con vano di carico aperto. La Multiplina concentra invece la ricerca sulla riduzione delle dimensioni esterne, mantenendo quattro posti.

Già nel giugno 2026 Fiat aveva inserito la Multiplina nella propria visione della micromobilità, accanto alla Topolino e al veicolo commerciale elettrico TRIS. La presentazione parigina e la successiva comunicazione del 23 ottobre hanno permesso di conoscere con maggiore precisione le caratteristiche dimensionali e l’architettura tecnica.

Non è stata però confermata l’apertura di una fase produttiva. Mancano indicazioni sulla capacità della batteria, sulla potenza del motore, sulla velocità massima effettiva, sull’autonomia e sulle dotazioni che potrebbero essere adottate in un eventuale veicolo di serie.

Rimane inoltre aperta la questione del posizionamento commerciale. Un quadriciclo a quattro posti potrebbe interessare chi cerca un mezzo elettrico prevalentemente cittadino, ma la sua competitività rispetto alle piccole automobili dipenderebbe dal prezzo, dalle prestazioni, dalle condizioni di utilizzo e dai requisiti di sicurezza.

Il passaggio dal concept a un prodotto omologato e acquistabile richiederebbe quindi ulteriori scelte tecniche e industriali. Per il momento, l’elemento definito con maggiore precisione resta l’impostazione progettuale: quattro persone trasportabili in un veicolo elettrico largo 1,40 metri e lungo poco più di tre, recuperando un principio introdotto dalla Fiat 600 Multipla settant’anni fa.

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