{"id":356,"date":"2026-11-04T12:15:26","date_gmt":"2026-11-04T11:15:26","guid":{"rendered":"https:\/\/smilecity.it\/home\/?p=356"},"modified":"2026-11-04T10:04:13","modified_gmt":"2026-11-04T09:04:13","slug":"mantova-jazz-2026-concerti-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/smilecity.it\/home\/mantova-jazz-2026-concerti-novembre\/","title":{"rendered":"Mantova Jazz 2026: tre concerti a novembre nel segno di Miles Davis e John Coltrane"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\r\n                <div class=\"twp-read-time\">\r\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>9 Minute, 40 Second                <\/div>\r\n\r\n            <\/div><p>Tre concerti al Teatro Scientifico Bibiena, dal 9 al 26 novembre, completano la 46\u00aa edizione di Mantova Jazz 2026. Sul palco si alterneranno il sassofonista Miguel Zen\u00f3n con il pianista Luis Perdomo, il quintetto del trombettista Jeremy Pelt e due formazioni legate alla scena musicale mantovana. Il programma conclude una rassegna iniziata a ottobre e costruita attorno a una ricorrenza significativa per la storia della musica afroamericana: <strong>il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, entrambi nati nel 1926<\/strong>.<\/p>\n<p>Il titolo scelto per questa edizione, <em>So What? Miles and Trane @100<\/em>, chiarisce l&#8217;orientamento artistico del festival. Il riferimento \u00e8 a <em>So What<\/em>, celebre composizione di Davis contenuta nell&#8217;album <em>Kind of Blue<\/em> del 1959, al quale partecip\u00f2 anche Coltrane. L&#8217;intenzione degli organizzatori \u00e8 osservare come le innovazioni introdotte dai due musicisti continuino a influenzare gli interpreti contemporanei.<\/p>\n<p>Non tutti i concerti costituiscono necessariamente omaggi musicali diretti a Davis e Coltrane. La programmazione affronta il loro lascito attraverso percorsi differenti, dall&#8217;improvvisazione di matrice latinoamericana all&#8217;hard bop, fino alle produzioni originali dei musicisti del territorio.<\/p>\n<h2>Il programma di novembre: Miguel Zen\u00f3n e Luis Perdomo aprono il calendario<\/h2>\n<p>Il primo appuntamento di novembre di <strong>Mantova Jazz 2026 \u00e8 fissato per luned\u00ec 9 novembre, alle ore 21<\/strong>, con Miguel Zen\u00f3n al sassofono contralto e Luis Perdomo al pianoforte.<\/p>\n<p>I due artisti condividono una collaborazione iniziata oltre venticinque anni fa, durante il periodo di formazione alla Manhattan School of Music di New York. Zen\u00f3n, originario di Porto Rico, e Perdomo, nato in Venezuela, hanno sviluppato linguaggi personali nei quali il jazz statunitense dialoga con le tradizioni musicali latinoamericane.<\/p>\n<p>La formazione in duo rappresenta una scelta precisa. L&#8217;assenza di contrabbasso e batteria lascia ai due strumenti una maggiore libert\u00e0 nella costruzione del ritmo, nella distribuzione degli interventi melodici e nell&#8217;organizzazione delle pause. Il pianoforte pu\u00f2 sostenere l&#8217;armonia oppure assumere un ruolo ritmico pi\u00f9 marcato, mentre il sassofono alterna esposizione dei temi e improvvisazione.<\/p>\n<p>Una parte significativa della collaborazione recente tra Zen\u00f3n e Perdomo riguarda il progetto discografico <em>El Arte del Bolero<\/em>, sviluppato in due capitoli. Il lavoro affronta il repertorio della canzone romantica latinoamericana attraverso arrangiamenti per sassofono e pianoforte, mantenendo riconoscibili le melodie e rielaborandone struttura armonica e andamento ritmico.<\/p>\n<p>Il concerto mantovano si colloca lungo questa linea artistica, anche se la presentazione ufficiale non stabilisce un elenco completo dei brani che saranno eseguiti.<\/p>\n<p>La presenza del duo prosegue inoltre un percorso gi\u00e0 affrontato dal festival nell&#8217;edizione precedente, quando la programmazione aveva ospitato il trio di Danilo P\u00e9rez e l&#8217;incontro tra Gonzalo Rubalcaba e Hamilton de Holanda. Una continuit\u00e0 che conferma l&#8217;interesse della rassegna per le diverse relazioni tra jazz e culture musicali delle Americhe.<\/p>\n<h2>Jeremy Pelt il 20 novembre: una serata per i cinquant&#8217;anni del trombettista<\/h2>\n<p>Venerd\u00ec 20 novembre, sempre alle 21, il Teatro Bibiena ospiter\u00e0 <strong>Jeremy Pelt @50!<\/strong>, appuntamento dedicato al percorso artistico del trombettista statunitense in occasione del suo cinquantesimo compleanno.<\/p>\n<p>Pelt appartiene a una generazione di musicisti che hanno approfondito la tradizione del jazz acustico senza rinunciare alla ricerca di nuove soluzioni compositive. Il suo linguaggio trova riferimenti importanti nell&#8217;hard bop e nella storia della tromba afroamericana, mantenendo un rapporto costante con l&#8217;evoluzione del jazz contemporaneo.<\/p>\n<p>A Mantova sar\u00e0 accompagnato da Jalen Baker al vibrafono, Mykhailo Mendelenko alla chitarra, Leighton Harrell al basso e Dana Hawkins alla batteria.<\/p>\n<p>La composizione del quintetto presenta alcune caratteristiche interessanti. La presenza contemporanea di vibrafono e chitarra offre due strumenti armonici dalle possibilit\u00e0 espressive differenti. Il vibrafono permette di costruire linee melodiche e armonie attraverso il particolare attacco delle sue barre metalliche, mentre la chitarra pu\u00f2 intervenire con accordi, fraseggi singoli e accompagnamenti ritmici.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro tra queste sonorit\u00e0 e la tromba di Pelt consente un&#8217;organizzazione del materiale musicale diversa rispetto al tradizionale quintetto con pianoforte e sassofono.<\/p>\n<p>La scelta dell&#8217;artista si collega al tema generale di Mantova Jazz 2026 attraverso la storia dell&#8217;hard bop e il ruolo assunto dal primo grande quintetto di Miles Davis, nel quale suonava John Coltrane. Quella stagione contribu\u00ec a ridefinire gli equilibri tra solisti e sezione ritmica, sviluppando le possibilit\u00e0 espressive del bebop.<\/p>\n<p>La serata del 20 novembre resta tuttavia dedicata specificamente alla carriera di Jeremy Pelt. Non risulta annunciata come un concerto interamente costruito su composizioni di Davis o Coltrane.<\/p>\n<h2>Made in MN il 26 novembre: Mauro Negri e Marcello Abate chiudono il festival<\/h2>\n<p>L&#8217;ultimo concerto della rassegna, gioved\u00ec 26 novembre alle ore 21, sar\u00e0 dedicato alla scena jazz legata al territorio mantovano. La serata <strong>Made in MN<\/strong> riunir\u00e0 il Mauro Negri Quartet e il Marcello Abate Trio, con la presentazione dei rispettivi progetti discografici.<\/p>\n<p>Il quartetto di Mauro Negri proporr\u00e0 <em>All Right Session<\/em>, lavoro caratterizzato da un&#8217;impostazione vicina al neo hard bop. Negri, conosciuto anche per la sua attivit\u00e0 al clarinetto, torna in questa formazione al sassofono tenore.<\/p>\n<p>Al suo fianco suoneranno Alfonso Santimone al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso e Federico Negri alla batteria.<\/p>\n<p>L&#8217;organico richiama la struttura del quartetto jazz acustico, con una sezione ritmica capace di sostenere sia composizioni strutturate sia ampi spazi improvvisativi. Il riferimento all&#8217;hard bop riguarda soprattutto il rapporto con la tradizione sviluppatasi tra gli anni Cinquanta e Sessanta, reinterpretata attraverso una sensibilit\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>Differente la proposta del Marcello Abate Trio, impegnato nel progetto <em>Zugzwang<\/em>. Abate suoner\u00e0 la chitarra insieme a Federico Pierantoni al trombone e Alessandro Paternesi alla batteria.<\/p>\n<p>La formazione rinuncia al contrabbasso e al pianoforte, due strumenti abitualmente impiegati per definire la base armonica e ritmica di molti gruppi jazz. Questa scelta amplia le responsabilit\u00e0 musicali dei tre componenti: la chitarra deve contribuire alla costruzione dell&#8217;armonia, mentre trombone e batteria partecipano alla definizione delle strutture e degli equilibri sonori.<\/p>\n<p>La serata Made in MN assume un significato particolare nel cartellone. Dopo gli incontri con musicisti affermati sulla scena internazionale, il festival dedica la chiusura a produzioni nate nell&#8217;ambiente musicale locale, inserendole nello stesso programma e nello stesso teatro.<\/p>\n<p>\u00c8 una scelta che collega l&#8217;attivit\u00e0 concertistica alla produzione discografica e alla continuit\u00e0 della scena jazz mantovana.<\/p>\n<h2>Miles Davis e John Coltrane: il significato del centenario<\/h2>\n<p>Miles Davis nacque il 26 maggio 1926 ad Alton, nell&#8217;Illinois. John Coltrane nacque il 23 settembre dello stesso anno a Hamlet, nella Carolina del Nord. Le loro carriere si incrociarono in una fase decisiva per l&#8217;evoluzione del jazz moderno.<\/p>\n<p>Coltrane entr\u00f2 nel gruppo di Davis nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta, partecipando a registrazioni che avrebbero avuto un&#8217;influenza duratura sulle generazioni successive. Tra queste figurano <em>&#8216;Round About Midnight<\/em>, <em>Milestones<\/em> e <em>Kind of Blue<\/em>.<\/p>\n<p>Il contributo dei due artisti non fu identico. Davis svilupp\u00f2 nel corso della propria carriera una ricerca continua sulle possibilit\u00e0 della tromba, sull&#8217;organizzazione dei gruppi e sulle relazioni tra jazz, modalit\u00e0 improvvisative, strumenti elettrici e nuovi linguaggi musicali. Coltrane approfond\u00ec soprattutto le potenzialit\u00e0 armoniche e spirituali del sassofono, passando attraverso esperienze nell&#8217;hard bop, nel jazz modale e nelle forme pi\u00f9 libere dell&#8217;improvvisazione.<\/p>\n<p>Entrambi contribuirono a modificare il rapporto tra composizione ed esecuzione, mostrando come un gruppo potesse costruire strutture musicali aperte, nelle quali l&#8217;interazione tra gli strumenti assumeva un ruolo centrale.<\/p>\n<p>Il centenario offre quindi a Mantova Jazz 2026 un criterio per leggere esperienze artistiche differenti. Il festival non propone una ricostruzione cronologica della musica dei due protagonisti, ma una selezione di interpreti che affrontano alcuni dei problemi musicali emersi dalla loro ricerca: la libert\u00e0 improvvisativa, il rapporto con la tradizione, il dialogo tra linguaggi e la costruzione di nuove sonorit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tema era gi\u00e0 presente nei concerti di ottobre.<\/p>\n<p>Il 16 ottobre il Bill Stewart Trio, con Larry Grenadier al contrabbasso e Walter Smith III al sassofono, ha aperto la programmazione principale. Il 23 ottobre \u00e8 stata la volta del trombettista Marquis Hill con il progetto <em>Blacktet Revisited<\/em>.<\/p>\n<p>Particolarmente significativa anche la masterclass del trombettista Ralph Alessi, organizzata il 30 ottobre nell&#8217;ambito della collaborazione con il Conservatorio Lucio Campiani. L&#8217;incontro ha affrontato il ruolo del silenzio nell&#8217;improvvisazione, un elemento strettamente associato alla concezione musicale di Davis.<\/p>\n<p>Queste iniziative permettono di distinguere il riferimento generale ai due centenari dai contenuti specifici dei singoli appuntamenti.<\/p>\n<h2>Mantova e il jazz: una rassegna attiva dal 1981<\/h2>\n<p>La manifestazione ha raggiunto nel 2026 la sua 46\u00aa edizione. Mantova Jazz nasce nel 1981 e porta il nome di Roberto Chiozzini, al quale \u00e8 intitolato anche il circolo jazzistico coinvolto nell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 della rassegna costituisce un elemento rilevante per la vita musicale della citt\u00e0. La programmazione consente di ospitare interpreti internazionali e, contemporaneamente, di mantenere uno spazio dedicato ai musicisti legati al territorio.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione coinvolge il Circolo del Jazz Roberto Chiozzini e Arci Mantova, con collaborazioni che comprendono il Conservatorio Lucio Campiani e altre realt\u00e0 culturali locali.<\/p>\n<p>L&#8217;edizione 2026 ha sviluppato anche iniziative rivolte alla formazione e ai nuovi interpreti. Accanto ai cinque concerti principali, la sezione Mantova Jazz Young ha previsto appuntamenti all&#8217;Arci Papacqua, mentre la masterclass di Ralph Alessi ha introdotto un momento di approfondimento didattico.<\/p>\n<p>La distinzione tra queste attivit\u00e0 \u00e8 importante. I concerti al Teatro Bibiena costituiscono il programma principale, mentre gli appuntamenti collaterali coinvolgono sedi e pubblici differenti.<\/p>\n<p>Attraverso questa articolazione, Mantova Jazz 2026 mantiene un rapporto con la tradizione concertistica della citt\u00e0 e con l&#8217;attivit\u00e0 delle istituzioni impegnate nella formazione musicale.<\/p>\n<h2>Il Teatro Bibiena e la sua storia musicale<\/h2>\n<p>I tre concerti di novembre si svolgeranno tutti al <strong>Teatro Scientifico Bibiena, in via Accademia 47<\/strong>, uno degli edifici storici pi\u00f9 conosciuti di Mantova.<\/p>\n<p>Il teatro fu costruito tra il 1767 e il 1769 su progetto dell&#8217;architetto Antonio Galli Bibiena. La struttura venne concepita originariamente per ospitare riunioni scientifiche e accademiche, ma anche rappresentazioni e concerti.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio presenta una pianta a campana e diversi ordini di palchetti lignei, con una disposizione degli spazi che lo distingue dai grandi teatri all&#8217;italiana realizzati successivamente.<\/p>\n<p>La sua storia comprende un episodio particolarmente noto: il 16 gennaio 1770 vi si esib\u00ec Wolfgang Amadeus Mozart, allora tredicenne, durante il viaggio italiano compiuto con il padre Leopold.<\/p>\n<p>La scelta del Bibiena conferma il legame della manifestazione con gli spazi culturali storici di Mantova. La disponibilit\u00e0 di una platea numerata e dei palchi comporta inoltre una distribuzione dei posti differenziata, con due fasce di prezzo previste per i concerti.<\/p>\n<p>Il teatro viene tuttora utilizzato per manifestazioni musicali, rappresentazioni e incontri culturali. La presenza stabile della rassegna jazz contribuisce ad affiancare alla sua tradizione storica una programmazione dedicata alla musica contemporanea.<\/p>\n<h2>Biglietti, prezzi e informazioni per i concerti di novembre<\/h2>\n<p>Per i tre appuntamenti conclusivi di Mantova Jazz 2026, il programma ufficiale indica <strong>20 euro per i posti numerati in platea e 15 euro per i palchi<\/strong>.<\/p>\n<p>La prevendita \u00e8 affidata al circuito Vivaticket. I biglietti per i singoli concerti possono essere acquistati attraverso i canali di vendita autorizzati, secondo la disponibilit\u00e0 dei posti.<\/p>\n<p>La formula di abbonamento ai cinque concerti principali, proposta a 80 euro, risulta esaurita nelle informazioni diffuse dall&#8217;organizzazione. Rimane quindi la possibilit\u00e0 di verificare la disponibilit\u00e0 dei singoli ingressi.<\/p>\n<p>Tutti gli appuntamenti di novembre inizieranno alle ore 21, con apertura del teatro prevista alle ore 20.<\/p>\n<p>Il calendario confermato prevede luned\u00ec 9 novembre il duo Miguel Zen\u00f3n e Luis Perdomo, venerd\u00ec 20 novembre Jeremy Pelt con il suo quintetto e gioved\u00ec 26 novembre la serata Made in MN con il Mauro Negri Quartet e il Marcello Abate Trio.<\/p>\n<p>Per ulteriori informazioni sono disponibili i contatti dell&#8217;organizzazione: l&#8217;indirizzo di posta elettronica info@mantovajazz.it e il numero telefonico 348 0072215.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 effettiva dei biglietti pu\u00f2 variare con l&#8217;avvicinarsi degli spettacoli. La consultazione della biglietteria ufficiale consente di verificare i posti rimasti nelle diverse categorie.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo appuntamento del 26 novembre concluder\u00e0 la 46\u00aa edizione attraverso due progetti discografici legati alla scena mantovana, riportando sul palco del Bibiena musicisti del territorio dopo una programmazione autunnale caratterizzata dalla presenza di interpreti internazionali.<\/p>\n        <div class=\"booster-block booster-reactions-block\">\r\n            <div class=\"twp-reactions-icons\">\r\n                \r\n                <div class=\"twp-reacts-wrap\">\r\n                    <a react-data=\"be-react-1\" post-id=\"356\" class=\"be-face-icons un-reacted\" href=\"javascript:void(0)\">\r\n                        <img src=\"https:\/\/smilecity.it\/home\/wp-content\/plugins\/booster-extension\/\/assets\/icon\/happy.svg\" alt=\"Happy\">\r\n                    <\/a>\r\n                    <div class=\"twp-reaction-title\">\r\n                    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