{"id":353,"date":"2026-11-04T11:09:26","date_gmt":"2026-11-04T10:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/smilecity.it\/home\/?p=353"},"modified":"2026-11-04T10:03:51","modified_gmt":"2026-11-04T09:03:51","slug":"salute-umana-animale-ambientale-one-health-oms","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/smilecity.it\/home\/salute-umana-animale-ambientale-one-health-oms\/","title":{"rendered":"Salute umana, animale e ambientale: il dialogo One Health dell\u2019OMS rilancia la prevenzione integrata in Europa"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\r\n                <div class=\"twp-read-time\">\r\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>11 Minute, 35 Second                <\/div>\r\n\r\n            <\/div><p>Il 3 novembre 2026, in occasione della Giornata mondiale One Health, l&#8217;Ufficio regionale europeo dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha convocato a Bruxelles un dialogo di alto livello dedicato alla prevenzione delle minacce sanitarie che coinvolgono persone, animali ed ecosistemi. L&#8217;iniziativa ha riunito nel programma di confronto le quattro organizzazioni internazionali impegnate nella strategia One Health, insieme alle istituzioni europee, alle agenzie tecniche e ai partner che operano nella sorveglianza e nella gestione dei rischi sanitari.<\/p>\n<p>Al centro dell&#8217;appuntamento, promosso dall&#8217;OMS con FAO, Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente (UNEP) e Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), c&#8217;\u00e8 una questione concreta: <strong>come trasformare il coordinamento politico sulla salute umana animale e ambientale in interventi condivisi<\/strong>, capaci di individuare tempestivamente i pericoli e limitarne le conseguenze.<\/p>\n<p>L&#8217;agenda ufficiale comprende governance, investimenti, sistemi di sorveglianza, preparazione alle emergenze e risposta alle minacce emergenti e transfrontaliere. Particolare attenzione \u00e8 riservata alle malattie trasmesse da vettori, come zanzare e zecche, la cui diffusione pu\u00f2 risentire delle condizioni climatiche e delle trasformazioni ambientali.<\/p>\n<p>La documentazione pubblicata dall&#8217;OMS presenta obiettivi e temi del dialogo, senza riportare un elenco di nuove decisioni vincolanti adottate a Bruxelles. L&#8217;incontro rappresenta quindi un passaggio di confronto istituzionale che si inserisce in programmi di cooperazione gi\u00e0 avviati.<\/p>\n<h2>Che cosa significa One Health e perch\u00e9 coinvolge anche gli ecosistemi<\/h2>\n<p>Il principio One Health parte dal riconoscimento che la salute delle persone dipende anche dalle condizioni degli animali domestici e selvatici, delle piante e degli ambienti naturali. Le relazioni tra questi elementi incidono sulla circolazione dei microrganismi, sulla sicurezza alimentare, sulla qualit\u00e0 dell&#8217;acqua e sulla possibilit\u00e0 che determinate infezioni raggiungano nuove popolazioni.<\/p>\n<p>La definizione condivisa dalle quattro organizzazioni internazionali descrive One Health come un approccio integrato, finalizzato a mantenere un equilibrio sostenibile tra la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi.<\/p>\n<p>Un&#8217;applicazione concreta riguarda le zoonosi, malattie infettive che possono essere trasmesse naturalmente tra animali e persone. Il passaggio pu\u00f2 verificarsi attraverso il contatto diretto, alimenti contaminati, acqua, ambienti infetti oppure organismi vettori.<\/p>\n<p>La sorveglianza sanitaria tradizionalmente affidata agli ospedali e ai laboratori clinici rimane indispensabile, ma pu\u00f2 non essere sufficiente a riconoscere precocemente un rischio che si manifesta inizialmente negli allevamenti, nella fauna selvatica o nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p><strong>La salute umana animale e ambientale richiede quindi informazioni provenienti da discipline differenti<\/strong>, dalla medicina alla veterinaria, dall&#8217;ecologia alla microbiologia, fino alla meteorologia e alla gestione del territorio.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento della componente ambientale permette inoltre di considerare fattori che possono favorire l&#8217;esposizione ai patogeni. I cambiamenti nell&#8217;utilizzo del suolo, la perdita di habitat naturali, l&#8217;inquinamento e le variazioni climatiche possono modificare i rapporti tra specie animali, vettori e popolazioni umane. Gli effetti dipendono per\u00f2 dal singolo agente infettivo e dalle condizioni locali: non esiste una relazione automatica tra ogni trasformazione ambientale e l&#8217;insorgenza di una nuova epidemia.<\/p>\n<h2>Malattie emergenti: dalla sorveglianza veterinaria agli interventi di sanit\u00e0 pubblica<\/h2>\n<p>L&#8217;utilit\u00e0 della prevenzione integrata emerge soprattutto quando un patogeno circola tra specie differenti.<\/p>\n<p>L&#8217;influenza aviaria ad alta patogenicit\u00e0 costituisce un esempio significativo. La sua diffusione negli uccelli selvatici e negli allevamenti richiede controlli veterinari, analisi di laboratorio e valutazioni del rischio per le persone che possono entrare in contatto con animali infetti.<\/p>\n<p>Nel maggio 2026 FAO, OMS e WOAH hanno pubblicato una valutazione congiunta relativa ai virus influenzali aviari A(H5), basata sulle informazioni disponibili fino al primo marzo dello stesso anno.<\/p>\n<p>Il documento richiama la necessit\u00e0 di notificare tempestivamente gli eventi sanitari, monitorare la circolazione dei virus negli animali e caratterizzarne le eventuali modificazioni. La collaborazione tra autorit\u00e0 veterinarie e sanitarie serve anche a valutare il rischio di trasmissione all&#8217;uomo e a definire misure preventive per le categorie maggiormente esposte.<\/p>\n<p>Lo stesso principio si applica alle malattie trasmesse da vettori.<\/p>\n<p>Le temperature, le precipitazioni e le caratteristiche degli habitat possono influenzare la presenza e l&#8217;attivit\u00e0 di zanzare e zecche. Le informazioni ambientali, integrate con il monitoraggio entomologico e con i dati epidemiologici, consentono di individuare territori nei quali rafforzare la sorveglianza.<\/p>\n<p>Un sistema efficace deve distinguere la semplice presenza di un vettore dalla circolazione effettiva di un agente patogeno e dall&#8217;esistenza di casi umani. Sono informazioni collegate, ma non equivalenti.<\/p>\n<p>Il dialogo di Bruxelles ha incluso proprio le malattie vettoriali tra le minacce transfrontaliere sulle quali rafforzare preparazione e risposta.<\/p>\n<p>La cooperazione \u00e8 particolarmente rilevante quando gli eventi interessano territori appartenenti a Paesi diversi. Gli spostamenti di persone, animali e merci possono contribuire alla diffusione di alcuni agenti infettivi, rendendo necessario condividere rapidamente dati diagnostici e informazioni epidemiologiche.<\/p>\n<h2>I dati europei sulle zoonosi mostrano il valore della sorveglianza integrata<\/h2>\n<p>L&#8217;Unione europea dispone gi\u00e0 di strumenti che applicano concretamente la prospettiva One Health.<\/p>\n<p>La direttiva 2003\/99\/CE disciplina la sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, prevedendo la raccolta di informazioni utili a valutare i rischi lungo la filiera alimentare e nelle popolazioni animali.<\/p>\n<p>L&#8217;Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) collaborano nell&#8217;elaborazione dei rapporti periodici che mettono in relazione le infezioni umane con i risultati dei controlli effettuati sugli alimenti e sugli animali.<\/p>\n<p>Il rapporto europeo sulle zoonosi riferito al 2024, pubblicato il 9 dicembre 2025, ha documentato <strong>168.396 casi di campilobatteriosi e 79.703 casi di salmonellosi nell&#8217;uomo<\/strong>. Le due infezioni sono risultate le zoonosi maggiormente segnalate nei sistemi di sorveglianza considerati.<\/p>\n<p>Nello stesso anno sono stati comunicati 6.558 focolai di malattie trasmesse da alimenti, con un incremento del 14,5% rispetto al 2023.<\/p>\n<p>Questi dati non indicano necessariamente che tutte le infezioni abbiano origine da un peggioramento delle condizioni ambientali. La frequenza dei casi pu\u00f2 dipendere da molteplici fattori, compresi i comportamenti alimentari, l&#8217;efficacia dei controlli, la capacit\u00e0 diagnostica e le modalit\u00e0 di notifica.<\/p>\n<p>La loro utilit\u00e0 consiste nella possibilit\u00e0 di confrontare informazioni provenienti da sistemi differenti, individuare gli agenti patogeni pi\u00f9 rilevanti e orientare le misure preventive.<\/p>\n<p>Per esempio, i dati sulla presenza di Salmonella negli allevamenti avicoli possono contribuire alla valutazione delle strategie di controllo applicate lungo la filiera delle uova e delle carni.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio alla <strong>salute umana animale e ambientale<\/strong> permette cos\u00ec di intervenire su pi\u00f9 punti della catena di trasmissione, anzich\u00e9 concentrare tutte le risorse sulla gestione dei casi clinici gi\u00e0 manifestati.<\/p>\n<p>Il rapporto EFSA-ECDC evidenzia tuttavia anche alcuni limiti statistici, soprattutto nella comparabilit\u00e0 dei dati comunicati dagli Stati. Differenze nelle procedure di campionamento e nei controlli possono condizionare l&#8217;interpretazione dei risultati e richiedono prudenza nei confronti internazionali.<\/p>\n<h2>Il coordinamento tra OMS, FAO, UNEP e WOAH<\/h2>\n<p>Uno degli aspetti centrali del dialogo europeo riguarda la distribuzione delle responsabilit\u00e0 tra le istituzioni.<\/p>\n<p>L&#8217;OMS opera nell&#8217;ambito della sanit\u00e0 pubblica, la FAO contribuisce attraverso le competenze su agricoltura, allevamenti e sistemi alimentari, la WOAH presidia gli aspetti legati alla salute animale, mentre l&#8217;UNEP apporta conoscenze e strumenti relativi agli ecosistemi e ai rischi ambientali.<\/p>\n<p>La collaborazione tra queste organizzazioni, conosciuta come Quadripartito One Health, ha una struttura gi\u00e0 consolidata.<\/p>\n<p>Nel 2022 \u00e8 stato avviato il One Health Joint Plan of Action, costruito attorno a sei aree di intervento. Comprendono il rafforzamento dei sistemi sanitari, la prevenzione delle zoonosi emergenti, il controllo delle malattie endemiche e trasmesse da vettori, la sicurezza alimentare, il contrasto all&#8217;antimicrobico-resistenza e l&#8217;integrazione della dimensione ambientale nelle politiche sanitarie.<\/p>\n<p>Il piano, inizialmente riferito al periodo 2022-2026, \u00e8 stato <strong>esteso nell&#8217;agosto 2026 fino al 2029<\/strong>. La decisione consente alle organizzazioni e ai Paesi coinvolti di proseguire le attivit\u00e0 utilizzando un quadro comune.<\/p>\n<p>Un ulteriore passaggio era arrivato nel febbraio 2026, con il rinnovo fino al 2030 del memorandum d&#8217;intesa tra le quattro organizzazioni.<\/p>\n<p>Si tratta di impegni istituzionali gi\u00e0 formalizzati prima dell&#8217;appuntamento di Bruxelles, che non devono essere confusi con eventuali nuove decisioni scaturite dal dialogo del 3 novembre.<\/p>\n<p>Il piano internazionale costituisce inoltre un quadro di riferimento e di assistenza tecnica, non una normativa automaticamente vincolante per gli Stati.<\/p>\n<h2>Il meccanismo regionale europeo e il collegamento con l&#8217;Asia centrale<\/h2>\n<p>Il confronto di Bruxelles ha attribuito particolare rilievo al Regional One Health Coordination Mechanism, il meccanismo di coordinamento regionale incaricato di favorire la cooperazione tra le rappresentanze europee delle quattro organizzazioni.<\/p>\n<p>La sua origine risale all&#8217;aprile 2021, quando FAO, WOAH e OMS hanno sottoscritto una dichiarazione d&#8217;intenti per coordinare le priorit\u00e0 One Health in Europa e Asia centrale. Nell&#8217;agosto 2022 si \u00e8 aggiunto formalmente l&#8217;UNEP.<\/p>\n<p>Il meccanismo comprende un gruppo esecutivo, un gruppo tecnico e una piattaforma regionale aperta alla partecipazione di partner istituzionali e altri soggetti interessati.<\/p>\n<p>Il gruppo esecutivo fornisce indirizzi strategici, mentre quello tecnico segue il coordinamento delle attivit\u00e0, la condivisione delle informazioni e la mobilitazione delle risorse. La piattaforma dei partner contribuisce alla valutazione delle minacce emergenti e allo scambio delle esperienze maturate nei singoli territori.<\/p>\n<p>Questa articolazione risponde a una difficolt\u00e0 ricorrente nella gestione della <strong>salute umana animale e ambientale<\/strong>: le competenze necessarie sono distribuite tra amministrazioni che dispongono di responsabilit\u00e0, procedure e sistemi informativi diversi.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 sanitarie possono raccogliere dati sulle infezioni umane, i servizi veterinari monitorare gli allevamenti e le agenzie ambientali rilevare condizioni favorevoli alla proliferazione di determinati vettori. Se le informazioni rimangono separate, diventa pi\u00f9 difficile costruire un quadro tempestivo del rischio.<\/p>\n<p>Il coordinamento regionale mira a favorire lo scambio delle conoscenze e il sostegno tecnico ai Paesi, senza sostituire le rispettive autorit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;estensione della cooperazione all&#8217;Asia centrale risponde alla dimensione geografica dell&#8217;Ufficio regionale europeo dell&#8217;OMS, che comprende anche diversi Paesi dell&#8217;area. Questo consente di affrontare rischi sanitari che non coincidono necessariamente con i confini dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<h2>Antimicrobico-resistenza: un problema che attraversa medicina, allevamenti e ambiente<\/h2>\n<p>La resistenza agli antimicrobici rappresenta un altro campo nel quale la collaborazione tra settori sanitari produce risultati concretamente misurabili.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo di antibiotici nella medicina umana e veterinaria pu\u00f2 esercitare una pressione selettiva che favorisce la sopravvivenza e la diffusione di batteri resistenti. L&#8217;ambiente pu\u00f2 contribuire alla circolazione di microrganismi resistenti e di geni di resistenza, anche attraverso reflui e altri percorsi di contaminazione.<\/p>\n<p>Le strategie preventive richiedono pertanto sorveglianza microbiologica, appropriatezza prescrittiva, misure di biosicurezza, prevenzione delle infezioni e gestione dei possibili percorsi di diffusione ambientale.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea ha adottato il 13 giugno 2023 una raccomandazione del Consiglio per rafforzare le iniziative contro l&#8217;antimicrobico-resistenza attraverso l&#8217;approccio One Health.<\/p>\n<p>Il documento promuove il miglioramento dei piani nazionali, il monitoraggio dell&#8217;impiego degli antimicrobici, la prevenzione delle infezioni e una maggiore collaborazione tra Paesi.<\/p>\n<p>La raccomandazione costituisce un atto europeo gi\u00e0 adottato, distinto dalle priorit\u00e0 discusse nel novembre 2026. La sua natura giuridica non equivale a quella di un regolamento direttamente applicabile.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio dimostra comunque come il principio della salute umana animale e ambientale possa tradursi in indicazioni istituzionali specifiche, accompagnate da strumenti di monitoraggio e obiettivi di sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<h2>Dalle priorit\u00e0 politiche agli investimenti: le condizioni per attuare One Health<\/h2>\n<p>La realizzazione di sistemi integrati richiede risorse finanziarie, personale qualificato e procedure condivise.<\/p>\n<p>Nel settembre 2026 l&#8217;One Health High-Level Expert Panel, gruppo internazionale di esperti che fornisce consulenza scientifica al Quadripartito, ha pubblicato un&#8217;analisi dedicata agli ostacoli e ai fattori che favoriscono l&#8217;attuazione del piano comune.<\/p>\n<p>Il lavoro ha esaminato oltre 260 contributi, individuando dieci raccomandazioni collegate a cinque ambiti strategici: governance, finanziamenti, dati, coinvolgimento delle comunit\u00e0 e competenze professionali.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi evidenzia la necessit\u00e0 di affrontare problemi organizzativi che possono rallentare l&#8217;applicazione delle strategie integrate.<\/p>\n<p>La collaborazione tra discipline, infatti, non dipende esclusivamente dalla disponibilit\u00e0 di tecnologie diagnostiche. Occorrono accordi sulla raccolta e sulla condivisione dei dati, responsabilit\u00e0 definite e personale capace di interpretare informazioni provenienti da ambiti differenti.<\/p>\n<p>Un laboratorio veterinario pu\u00f2 identificare un agente patogeno negli animali, ma l&#8217;utilit\u00e0 di quella scoperta per la sanit\u00e0 pubblica dipende anche dalla rapidit\u00e0 con cui l&#8217;informazione raggiunge gli organismi competenti e viene inserita in una valutazione epidemiologica.<\/p>\n<p>Un&#8217;ulteriore difficolt\u00e0 riguarda i finanziamenti. I programmi che coinvolgono ministeri, autorit\u00e0 territoriali e agenzie differenti possono richiedere meccanismi di programmazione congiunta, soprattutto quando i benefici di un intervento ricadono su un settore diverso da quello che ne sostiene i costi.<\/p>\n<p>Il dialogo del 3 novembre ha posto investimenti e governance tra le proprie priorit\u00e0, ma l&#8217;agenda ufficiale non documenta l&#8217;approvazione di nuovi stanziamenti specifici o l&#8217;istituzione di ulteriori obblighi nazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa \u00e8 stata cofinanziata dall&#8217;Unione europea attraverso il programma EU4Health. Il sostegno economico all&#8217;evento non deve essere interpretato come l&#8217;assegnazione automatica di nuovi fondi ai sistemi di sorveglianza degli Stati partecipanti.<\/p>\n<h2>Prevenzione integrata e responsabilit\u00e0 delle istituzioni europee<\/h2>\n<p>L&#8217;attuazione dell&#8217;approccio One Health in Europa si confronta con un sistema di competenze articolato.<\/p>\n<p>Le politiche sanitarie rimangono in larga parte affidate agli Stati, mentre l&#8217;Unione europea interviene attraverso strumenti normativi, programmi di finanziamento e attivit\u00e0 di coordinamento, con competenze particolarmente rilevanti nella sicurezza alimentare, nella sanit\u00e0 animale e nella gestione di determinati rischi transfrontalieri.<\/p>\n<p>EFSA ed ECDC svolgono gi\u00e0 funzioni complementari nella valutazione delle zoonosi. Le autorit\u00e0 nazionali e regionali mantengono invece responsabilit\u00e0 operative nella sorveglianza, nei controlli e negli interventi sul territorio.<\/p>\n<p>Per rafforzare la prevenzione occorre rendere utilizzabili le informazioni raccolte da questi soggetti, salvaguardando qualit\u00e0 dei dati, tempestivit\u00e0 delle segnalazioni e chiarezza delle procedure.<\/p>\n<p>Anche il monitoraggio ambientale assume un ruolo specifico. Le osservazioni sui vettori, sulle condizioni degli habitat e sulla contaminazione delle acque possono contribuire a valutare i rischi, purch\u00e9 siano integrate con evidenze microbiologiche ed epidemiologiche.<\/p>\n<p>La prospettiva della <strong>salute umana animale e ambientale<\/strong> non comporta necessariamente la creazione di nuove strutture amministrative. In molti casi il miglioramento pu\u00f2 derivare dal collegamento tra sistemi esistenti, dalla definizione di protocolli comuni e dall&#8217;organizzazione di esercitazioni congiunte.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 necessario verificare quali misure siano state effettivamente adottate e quali rappresentino ancora indirizzi programmatici.<\/p>\n<p>Il confronto promosso dall&#8217;OMS a Bruxelles ha richiamato proprio questa distinzione, ponendo al centro il passaggio dall&#8217;impegno politico alla capacit\u00e0 di prevenire e gestire rischi concreti.<\/p>\n<p>Il prossimo banco di prova sar\u00e0 l&#8217;attuazione nazionale e regionale del piano One Health prorogato fino al 2029. La sua efficacia dipender\u00e0 anche dalla possibilit\u00e0 di collegare i sistemi di sorveglianza gi\u00e0 operativi, definire responsabilit\u00e0 condivise e utilizzare tempestivamente le informazioni raccolte prima che un evento sanitario locale assuma dimensioni pi\u00f9 estese.<\/p>\n        <div class=\"booster-block booster-reactions-block\">\r\n            <div class=\"twp-reactions-icons\">\r\n                \r\n                <div class=\"twp-reacts-wrap\">\r\n                    <a react-data=\"be-react-1\" post-id=\"353\" class=\"be-face-icons un-reacted\" href=\"javascript:void(0)\">\r\n                        <img src=\"https:\/\/smilecity.it\/home\/wp-content\/plugins\/booster-extension\/\/assets\/icon\/happy.svg\" alt=\"Happy\">\r\n                    <\/a>\r\n                    <div class=\"twp-reaction-title\">\r\n                        Happy                    <\/div>\r\n                    <div class=\"twp-count-percent\">\r\n                                    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