{"id":311,"date":"2026-10-29T12:01:38","date_gmt":"2026-10-29T11:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/smilecity.it\/home\/?p=311"},"modified":"2026-10-29T11:02:25","modified_gmt":"2026-10-29T10:02:25","slug":"arte-contemporanea-fondazione-prada-alex-da-corte-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/smilecity.it\/home\/arte-contemporanea-fondazione-prada-alex-da-corte-2026\/","title":{"rendered":"Alex Da Corte alla Fondazione Prada di Milano, dal 28 ottobre Housepainter II dialoga con Mouse Museum"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\r\n                <div class=\"twp-read-time\">\r\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>9 Minute, 8 Second                <\/div>\r\n\r\n            <\/div><p>Dal 28 ottobre 2026, l&#8217;ottavo piano della Torre della Fondazione Prada a Milano ospita una nuova configurazione espositiva dedicata ad Alex Da Corte. L&#8217;installazione <strong>Housepainter II<\/strong>, realizzata nel 2025, entra nel progetto permanente Atlas e viene presentata accanto a Mouse Museum (Van Gogh Ear), opera del 2022 gi\u00e0 presente negli spazi della Fondazione. L&#8217;intervento mette in relazione due lavori differenti, accomunati da una riflessione sull&#8217;identit\u00e0, sulla memoria e sulla capacit\u00e0 degli oggetti di assumere significati diversi attraverso l&#8217;arte.<\/p>\n<p>La novit\u00e0, annunciata il 26 ottobre, riguarda uno degli ambienti della Torre, edificio che ospita una parte importante della collezione e delle attivit\u00e0 espositive milanesi. La presenza delle due installazioni nello stesso spazio permette di osservare come Da Corte utilizzi personaggi della cultura popolare, oggetti industriali e riferimenti alla storia dell&#8217;arte per costruire situazioni nelle quali elementi familiari acquistano un significato inatteso.<\/p>\n<p>Il nuovo allestimento amplia il percorso dell&#8217;<strong>arte contemporanea alla Fondazione Prada<\/strong>, confermando la natura mutevole di Atlas, concepito come un progetto permanente capace di modificarsi attraverso nuovi interventi e differenti accostamenti tra opere.<\/p>\n<h2>Housepainter II, la Pantera Rosa diventa un imbianchino<\/h2>\n<p>Al centro di Housepainter II compare la Pantera Rosa, uno dei personaggi pi\u00f9 riconoscibili dell&#8217;immaginario animato internazionale. Alex Da Corte ne assume le sembianze e la presenta nelle vesti di un imbianchino impegnato a dipingere le pareti dello spazio espositivo.<\/p>\n<p>La scelta introduce un elemento immediatamente riconoscibile, ma lo colloca in una situazione diversa da quella abitualmente associata al personaggio. La Pantera Rosa viene sottratta al contesto dell&#8217;animazione e inserita in un ambiente museale, dove il gesto ordinario di dipingere una parete diventa parte integrante dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Il lavoro mette cos\u00ec in rapporto la presenza fisica del personaggio con l&#8217;ambiente circostante. L&#8217;azione rappresentata riguarda una trasformazione dello spazio: la pittura, normalmente considerata un intervento funzionale sulla superficie, assume una dimensione artistica.<\/p>\n<p>Nella presentazione dell&#8217;opera, Da Corte descrive Housepainter II attraverso l&#8217;idea di un&#8217;espansione progressiva, nella quale l&#8217;imbianchino modifica l&#8217;ambiente e sembra voler proseguire oltre i suoi confini. Il personaggio viene colto durante una pausa del proprio lavoro, mentre resta aperta la questione di quanto spazio possa ancora trasformare.<\/p>\n<p>Questa interpretazione, esplicitata dall&#8217;artista, permette di comprendere perch\u00e9 il gesto dell&#8217;imbianchino abbia un ruolo centrale. L&#8217;attivit\u00e0 manuale diventa il mezzo attraverso il quale si manifesta un&#8217;identit\u00e0, mentre l&#8217;ambiente espositivo smette di essere un semplice contenitore.<\/p>\n<p>L&#8217;installazione si colloca in una ricerca artistica che utilizza immagini popolari e codici visivi riconoscibili, modificandone il contesto e le relazioni. Nel caso di Housepainter II, la familiarit\u00e0 della Pantera Rosa facilita il riconoscimento iniziale, ma non esaurisce il contenuto del lavoro.<\/p>\n<p>La presenza del personaggio introduce anche una questione relativa al rapporto tra pittura e rappresentazione. L&#8217;imbianchino agisce sulle pareti, mentre l&#8217;opera stessa si presenta come un intervento nello spazio. Il confine tra l&#8217;attivit\u00e0 raffigurata e la trasformazione dell&#8217;ambiente diventa quindi parte dell&#8217;esperienza espositiva.<\/p>\n<h2>Mouse Museum e il riferimento a Claes Oldenburg<\/h2>\n<p>Il secondo elemento del nuovo allestimento \u00e8 <strong>Mouse Museum (Van Gogh Ear)<\/strong>, realizzato nel 2022. L&#8217;opera costituisce una rilettura del Mouse Museum di Claes Oldenburg, artista che aveva trasformato una raccolta di oggetti di produzione industriale in una particolare struttura museale.<\/p>\n<p>Il progetto originale di Oldenburg rappresenta un riferimento significativo nella storia dell&#8217;arte del Novecento, soprattutto per il modo in cui attribuisce dignit\u00e0 espositiva a oggetti comuni, prodotti commerciali e materiali normalmente estranei alle collezioni artistiche tradizionali.<\/p>\n<p>Da Corte riprende la struttura riconoscibile del Mouse Museum, caratterizzata da una forma nella quale la testa di Topolino si combina con il profilo di una cinepresa. Introduce per\u00f2 una modifica precisa: elimina uno degli orecchi, richiamando l&#8217;episodio dell&#8217;automutilazione di Vincent van Gogh.<\/p>\n<p>Il riferimento al pittore olandese modifica il significato della struttura originaria. La sagoma legata all&#8217;immaginario Disney viene associata a un episodio doloroso della biografia di un artista, producendo un accostamento tra cultura popolare e memoria storico-artistica.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento \u00e8 descritto attraverso una combinazione di ironia e componenti macabre. La riconoscibilit\u00e0 della forma convive con un&#8217;alterazione che ne cambia la lettura, introducendo un riferimento alla sofferenza personale e alla costruzione culturale dell&#8217;immagine dell&#8217;artista.<\/p>\n<p>All&#8217;interno della struttura trovano posto oggetti appartenenti alla raccolta personale di Da Corte. La loro presenza contribuisce a definire un autoritratto indiretto, costruito attraverso materiali conservati, scelti e riuniti nel tempo.<\/p>\n<p>Il museo diventa cos\u00ec un luogo nel quale gli oggetti quotidiani possono essere osservati come tracce di una memoria individuale. Il valore dell&#8217;insieme dipende dalle relazioni che si stabiliscono tra gli elementi, dalla loro disposizione e dal contesto in cui vengono presentati.<\/p>\n<h2>Due opere, due modi di rappresentare l&#8217;identit\u00e0<\/h2>\n<p>Il dialogo tra Housepainter II e Mouse Museum (Van Gogh Ear) costituisce il nucleo curatoriale del nuovo allestimento. Le due installazioni affrontano il tema dell&#8217;autorappresentazione attraverso modalit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>Nel Mouse Museum l&#8217;identit\u00e0 prende forma mediante una collezione di oggetti. La memoria personale viene ricostruita attraverso ci\u00f2 che \u00e8 stato raccolto e conservato. In Housepainter II, invece, l&#8217;identit\u00e0 si manifesta attraverso la presenza fisica di un personaggio e un&#8217;azione che modifica progressivamente l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 chiarita anche dalla presentazione ufficiale della Fondazione Prada, che individua nelle due opere modalit\u00e0 diverse di rappresentazione del s\u00e9.<\/p>\n<p>Da Corte ha inoltre collegato entrambi i lavori al concetto di contenimento e al tentativo umano di comprendere e modellare il mondo. Il Mouse Museum viene descritto come un deposito di cose trovate e create, mentre Housepainter II \u00e8 associato a un movimento rivolto verso l&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Il confronto permette di leggere le installazioni attraverso due direzioni opposte. Da una parte si trova uno spazio destinato a raccogliere, organizzare e custodire; dall&#8217;altra un&#8217;azione che interviene sulle superfici e suggerisce la possibilit\u00e0 di estendere continuamente il proprio campo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>arte contemporanea alla Fondazione Prada<\/strong>, questo accostamento assume un interesse particolare perch\u00e9 rende visibile il rapporto tra l&#8217;opera e il luogo che la ospita. L&#8217;ottavo piano della Torre non funziona semplicemente come una sala nella quale collocare due lavori indipendenti: la loro presentazione congiunta costituisce un elemento essenziale della proposta espositiva.<\/p>\n<p>La relazione tra gli oggetti conservati nel Mouse Museum e il gesto dell&#8217;imbianchino introduce inoltre due differenti modi di intervenire sulla realt\u00e0 materiale. Collezionare significa selezionare e attribuire un ordine; dipingere comporta modificare direttamente una superficie. Entrambe le operazioni producono una nuova configurazione visiva, pur seguendo procedimenti diversi.<\/p>\n<h2>Gli oggetti quotidiani tra memoria personale e cultura popolare<\/h2>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti dell&#8217;intervento di Alex Da Corte riguarda l&#8217;utilizzo di materiali e immagini gi\u00e0 presenti nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>La Pantera Rosa, Topolino e gli oggetti industriali appartengono a contesti differenti, ma condividono una caratteristica: sono riconoscibili attraverso esperienze culturali che precedono l&#8217;incontro con l&#8217;opera.<\/p>\n<p>L&#8217;artista interviene su questo patrimonio di immagini modificandone l&#8217;organizzazione e il significato. La familiarit\u00e0 del soggetto diventa un punto di partenza per osservare come un oggetto possa cambiare funzione quando viene trasferito in un ambiente espositivo.<\/p>\n<p>Il riferimento a Claes Oldenburg rende particolarmente evidente la continuit\u00e0 con alcune esperienze artistiche del secondo Novecento. La Pop Art e le successive ricerche sull&#8217;oggetto hanno contribuito a mettere in discussione la separazione tra prodotti della cultura di massa e materiali considerati tradizionalmente artistici.<\/p>\n<p>Il Mouse Museum originale appartiene a questa storia, ma la versione di Da Corte introduce ulteriori riferimenti. La modifica della sagoma di Topolino attraverso il richiamo a Van Gogh collega la cultura dell&#8217;animazione alla memoria della pittura moderna, creando un rapporto tra immagini provenienti da tradizioni molto distanti.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto quotidiano assume cos\u00ec un valore che dipende dalla sua storia e dalle associazioni che pu\u00f2 suscitare. Nel Mouse Museum la raccolta personale consente di osservare questa trasformazione attraverso la conservazione dei materiali; in Housepainter II il processo riguarda soprattutto il corpo, il costume e l&#8217;azione.<\/p>\n<p>La nuova proposta di <strong>arte contemporanea alla Fondazione Prada<\/strong> offre quindi un caso concreto per comprendere come l&#8217;installazione possa lavorare su pi\u00f9 livelli di lettura senza rinunciare a elementi visivi immediatamente accessibili.<\/p>\n<p>Il riconoscimento dei personaggi non richiede conoscenze specialistiche, mentre i riferimenti a Oldenburg e Van Gogh aprono un percorso interpretativo legato alla storia dell&#8217;arte. La compresenza di questi registri costituisce una delle caratteristiche pi\u00f9 significative dell&#8217;allestimento.<\/p>\n<h2>Atlas, un progetto permanente che cambia nel tempo<\/h2>\n<p>L&#8217;ingresso di Housepainter II avviene all&#8217;interno di Atlas, progetto espositivo della Fondazione Prada ospitato nella Torre milanese.<\/p>\n<p>Atlas \u00e8 stato concepito come una presentazione di opere contemporanee che permette incontri e confronti tra artisti, linguaggi e periodi differenti. Il percorso comprende installazioni, dipinti, sculture e arazzi, distribuiti in ambienti che possono ospitare singoli autori oppure accostamenti costruiti attraverso affinit\u00e0 e contrasti.<\/p>\n<p>Tra gli artisti presenti nel progetto figurano Carla Accardi, Jeff Koons, Walter De Maria, Goshka Macuga, Betye Saar, Fischli\/Weiss, John Baldessari e Carsten H\u00f6ller.<\/p>\n<p>La selezione restituisce una parte delle ricerche artistiche che hanno contribuito alla storia delle attivit\u00e0 della Fondazione, attraverso opere e interventi capaci di stabilire relazioni differenti con lo spazio.<\/p>\n<p>Un elemento distintivo di Atlas riguarda proprio la possibilit\u00e0 di modificare il percorso nel tempo. Il carattere permanente del progetto non coincide con l&#8217;immutabilit\u00e0 dell&#8217;allestimento: le opere possono essere riorganizzate e nuovi interventi possono ridefinire l&#8217;esperienza dei visitatori.<\/p>\n<p>L&#8217;aggiornamento dell&#8217;ottavo piano con Housepainter II rientra in questa impostazione. La presenza di due lavori dello stesso artista permette di costruire un ambiente monografico all&#8217;interno di un percorso pi\u00f9 ampio, caratterizzato anche da confronti tra autori diversi.<\/p>\n<p>La programmazione dell&#8217;<strong>arte contemporanea alla Fondazione Prada<\/strong> si sviluppa cos\u00ec attraverso un modello espositivo nel quale la collezione mantiene una propria continuit\u00e0, ma resta aperta a nuove letture.<\/p>\n<p>L&#8217;architettura della Torre partecipa a questo processo. La distribuzione delle opere su diversi piani consente di organizzare ambienti con caratteristiche specifiche e di attribuire a ciascuno una propria configurazione.<\/p>\n<p>La scelta di dedicare l&#8217;ottavo piano a Da Corte valorizza soprattutto la relazione tra le due installazioni, evitando che il confronto sia disperso all&#8217;interno di una successione di lavori non direttamente collegati.<\/p>\n<h2>La visita alla Fondazione Prada e il nuovo allestimento<\/h2>\n<p>La presentazione di Housepainter II \u00e8 iniziata il <strong>28 ottobre 2026<\/strong> nella sede milanese della Fondazione Prada. L&#8217;opera \u00e8 accessibile nell&#8217;ambito di Atlas, all&#8217;ottavo piano della Torre, insieme a Mouse Museum (Van Gogh Ear).<\/p>\n<p>Secondo le informazioni ufficiali, l&#8217;accesso al percorso \u00e8 compreso nel biglietto d&#8217;ingresso della Fondazione. L&#8217;orario indicato per Atlas \u00e8 dalle 10 alle 19.<\/p>\n<p>Sono inoltre previste visite guidate gratuite dedicate al progetto il sabato e la domenica. Per partecipare \u00e8 necessario acquistare il biglietto d&#8217;ingresso e prenotare il proprio posto nella visita.<\/p>\n<p>La disposizione delle opere consente di osservare direttamente le differenze tra la struttura destinata a raccogliere oggetti e l&#8217;intervento che mette in scena un&#8217;azione pittorica. La vicinanza fisica dei due lavori permette di confrontare materiali, riferimenti iconografici e modalit\u00e0 di rappresentazione senza separarli in percorsi distinti.<\/p>\n<p>Per l&#8217;<strong>arte contemporanea alla Fondazione Prada<\/strong>, l&#8217;intervento di Da Corte rappresenta un aggiornamento puntuale di Atlas, con una caratteristica precisa: due opere realizzate a tre anni di distanza vengono riunite in un unico ambiente per affrontare, attraverso la memoria degli oggetti e la trasformazione dello spazio, differenti forme di autorappresentazione.<\/p>\n<p>La nuova configurazione dell&#8217;ottavo piano rimane inserita nel percorso permanente della Torre, la cui impostazione prevede ulteriori modifiche e integrazioni nel tempo.<\/p>\n        <div class=\"booster-block booster-reactions-block\">\r\n            <div class=\"twp-reactions-icons\">\r\n                \r\n                <div class=\"twp-reacts-wrap\">\r\n                    <a react-data=\"be-react-1\" 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