{"id":302,"date":"2026-10-28T19:21:18","date_gmt":"2026-10-28T18:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/smilecity.it\/home\/?p=302"},"modified":"2026-10-28T17:22:50","modified_gmt":"2026-10-28T16:22:50","slug":"mostra-ultra-veil-aitor-throup-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/smilecity.it\/home\/mostra-ultra-veil-aitor-throup-londra\/","title":{"rendered":"Aitor Throup porta Ultra Veil a Londra: gli abiti sperimentali diventano opere d&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\r\n                <div class=\"twp-read-time\">\r\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>9 Minute, 7 Second                <\/div>\r\n\r\n            <\/div><p>Dal 30 ottobre all&#8217;8 novembre 2026, lo spazio espositivo Ambika P3 della University of Westminster, a Londra, ospiter\u00e0 Ultra Veil, il nuovo progetto dell&#8217;artista e designer argentino-britannico Aitor Throup. Al centro dell&#8217;esposizione ci saranno circa 70 prototipi di abbigliamento concepiti come opere autonome, affiancati da sculture, disegni e materiali che documentano il processo creativo. La presentazione, anticipata da Vogue il 27 ottobre, segna una tappa significativa nel percorso dell&#8217;autore, impegnato da anni a esplorare il rapporto tra anatomia, identit\u00e0 e progettazione degli oggetti.<\/p>\n<p>La <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong> sar\u00e0 realizzata con il Westminster Menswear Archive e il sostegno di Fred Perry. L&#8217;iniziativa presenter\u00e0 il primo nuovo corpus di lavori concettuali dello stilista nell&#8217;arco di un decennio, offrendo al pubblico la possibilit\u00e0 di osservare progetti che non hanno ancora raggiunto una forma commerciale definitiva.<\/p>\n<p>L&#8217;appuntamento accompagner\u00e0 inoltre lo sviluppo di Aitor Ultra, il progetto multidisciplinare attraverso il quale Throup intende dare una struttura riconoscibile alle proprie ricerche artistiche e alla futura produzione di abbigliamento.<\/p>\n<h2>Abiti con sembianze umane: il linguaggio progettuale di Aitor Throup<\/h2>\n<p>Una giacca pu\u00f2 suggerire la presenza di un corpo anche quando nessuno la indossa. \u00c8 una delle idee che attraversano il lavoro di Throup, interessato a superare la concezione dell&#8217;abito come semplice involucro destinato a prendere forma attraverso chi lo utilizza.<\/p>\n<p>Nella sua ricerca, il capo viene progettato come un oggetto dotato di caratteristiche anatomiche riconoscibili. Cappucci e copricapi incorporano maschere e veli che richiamano un volto, mentre alcuni modelli prevedono guanti integrati nella struttura dell&#8217;indumento. Nei pantaloni, particolari coperture trasformabili per i piedi prolungano la silhouette fino a evocare vere e proprie gambe.<\/p>\n<p>Queste soluzioni introducono un elemento antropomorfo nella costruzione sartoriale. L&#8217;obiettivo non consiste nel riprodurre realisticamente il corpo umano, ma nel trasferirne alcune caratteristiche agli oggetti attraverso volumi, articolazioni e proporzioni.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio nasce dall&#8217;interesse del designer per il disegno e lo studio dell&#8217;anatomia. Prima ancora della confezione, Throup sviluppa i propri progetti attraverso rappresentazioni grafiche nelle quali la struttura del corpo e quella degli indumenti vengono elaborate contemporaneamente.<\/p>\n<p>La <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong> render\u00e0 osservabile questo rapporto tra ricerca visiva e costruzione materiale. Il visitatore potr\u00e0 confrontare disegni, prototipi e sculture, individuando le trasformazioni che accompagnano il passaggio dall&#8217;idea iniziale all&#8217;oggetto tridimensionale.<\/p>\n<p>Il riferimento all&#8217;anatomia assume anche un significato concettuale. Nella prospettiva dell&#8217;autore, un indumento pu\u00f2 esprimere una presenza umana indipendentemente dall&#8217;utilizzo effettivo. \u00c8 una concezione che avvicina il design dell&#8217;abbigliamento alla scultura, pur mantenendo evidenti riferimenti alle tecniche e alle funzioni del vestire.<\/p>\n<h2>Materiali leggeri e forme ispirate alle uniformi<\/h2>\n<p>Uno degli elementi pi\u00f9 particolari dei nuovi lavori riguarda il contrasto tra l&#8217;aspetto degli indumenti e i materiali utilizzati per realizzarli.<\/p>\n<p>Molti prototipi presentano forme riconducibili all&#8217;abbigliamento tecnico, alle uniformi e a determinati codici estetici di derivazione militare. Le superfici e le costruzioni suggeriscono robustezza e protezione, ma la base tessile \u00e8 costituita da una rete leggera comunemente impiegata nella lingerie femminile.<\/p>\n<p>Come raccontato nell&#8217;intervista pubblicata da Vogue, Throup ha successivamente lavorato direttamente sulle superfici tridimensionali, applicando una particolare finitura in gomma liquida con glitter, sviluppata attraverso diverse settimane di sperimentazione.<\/p>\n<p>Il trattamento modifica la percezione del tessuto e contribuisce a creare una distanza tra l&#8217;apparenza dell&#8217;oggetto e la sua composizione effettiva. La leggerezza della rete convive con un&#8217;estetica che richiama equipaggiamenti protettivi e indumenti strutturati.<\/p>\n<p>La scelta dei materiali \u00e8 strettamente collegata al significato del progetto. Le uniformi sono tradizionalmente associate a ruoli, appartenenze e riconoscibilit\u00e0 sociale. Il ricorso a un tessuto trasparente e delicato introduce invece una componente di vulnerabilit\u00e0, trasformando l&#8217;abito in uno strumento per indagare il rapporto tra identit\u00e0 esteriore e dimensione personale.<\/p>\n<p>All&#8217;interno della <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong>, queste caratteristiche saranno particolarmente importanti perch\u00e9 i capi verranno presentati come oggetti da esaminare nelle loro qualit\u00e0 materiali e formali, senza essere necessariamente inseriti nella tradizionale rappresentazione di una collezione indossata.<\/p>\n<h2>Oltre 100 oggetti tra prototipi, sculture e disegni<\/h2>\n<p>L&#8217;esposizione comprender\u00e0 oltre 100 oggetti originali, secondo le informazioni diffuse dal Westminster Menswear Archive. Vogue ha indicato la presenza di circa 70 prototipi di abbigliamento destinati a essere trattati come opere artistiche, accanto a un insieme pi\u00f9 ampio di lavori scultorei e materiali progettuali.<\/p>\n<p>La presentazione includer\u00e0 anche un gruppo di cento sculture a forma di teschio, parte della riflessione dell&#8217;autore sulla presenza umana e sulla relazione tra vita e oggetti inanimati.<\/p>\n<p>Il materiale esposto documenter\u00e0 differenti momenti della progettazione, dalle elaborazioni grafiche alle sperimentazioni sui tessuti, fino ai prototipi pi\u00f9 avanzati. Non sar\u00e0 quindi una retrospettiva tradizionale, costruita attraverso una selezione di collezioni gi\u00e0 presentate, ma un&#8217;esposizione dedicata a una ricerca tuttora in evoluzione.<\/p>\n<p>Questo aspetto distingue Ultra Veil da molte mostre dedicate agli stilisti, nelle quali gli abiti vengono normalmente selezionati dopo la loro presentazione al pubblico o dopo essere entrati nella storia di un marchio.<\/p>\n<p>La documentazione di un processo ancora aperto permette invece di osservare soluzioni che potrebbero essere ulteriormente modificate, abbandonate oppure sviluppate in prodotti futuri.<\/p>\n<p>Anche la scelta di valorizzare i prototipi come opere autonome modifica il modo di interpretare il lavoro del designer. Un modello sperimentale non viene considerato esclusivamente una fase preliminare destinata a essere superata, ma un oggetto che conserva un proprio interesse artistico e documentale.<\/p>\n<h2>Dalla formazione al Royal College of Art alle collaborazioni con i grandi marchi<\/h2>\n<p>Il percorso professionale di Throup aiuta a comprendere l&#8217;origine di questa impostazione. Nato a Buenos Aires e trasferitosi nel Regno Unito durante l&#8217;infanzia, il designer ha costruito un linguaggio personale attraverso l&#8217;incontro tra cultura visiva, abbigliamento sportivo e ricerca concettuale.<\/p>\n<p>Uno dei suoi primi lavori pi\u00f9 conosciuti \u00e8 <em>When Football Hooligans Become Hindu Gods<\/em>, una collezione sviluppata durante la formazione al Royal College of Art. Il progetto affrontava il rapporto tra appartenenza culturale, immigrazione e immaginario delle tifoserie calcistiche britanniche.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse per l&#8217;abbigliamento sportivo e per i suoi significati sociali \u00e8 rimasto una componente riconoscibile della produzione successiva.<\/p>\n<p>Throup ha collaborato con C.P. Company, marchio particolarmente legato alla sperimentazione nell&#8217;abbigliamento funzionale, oltre che con Umbro e Maharishi. Nel corso della carriera ha sviluppato progetti che combinano ricerca sui materiali, forme anatomiche e riferimenti alla cultura urbana.<\/p>\n<p>Con New Object Research ha approfondito ulteriormente il rapporto tra oggetto e corpo, arrivando a presentare nel 2016 una collezione attraverso manichini articolati a grandezza naturale. La scelta permetteva di osservare gli indumenti secondo modalit\u00e0 differenti rispetto alla consueta sfilata con modelli.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di consulenza nella moda e nella musica hanno accompagnato questa ricerca, consentendo al designer di sviluppare progetti anche al di fuori delle scadenze abituali delle collezioni stagionali.<\/p>\n<p>La <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong> rappresenta quindi un&#8217;evoluzione coerente di un percorso gi\u00e0 caratterizzato dalla volont\u00e0 di sperimentare forme alternative di presentazione e interpretazione dell&#8217;abbigliamento.<\/p>\n<h2>Aitor Ultra, il progetto commerciale arriver\u00e0 dopo l&#8217;esposizione<\/h2>\n<p>La relazione tra la mostra londinese e il futuro marchio Aitor Ultra richiede una distinzione precisa. Gli oggetti presentati ad Ambika P3 non costituiscono automaticamente una collezione pronta per la distribuzione nei negozi.<\/p>\n<p>Aitor Ultra \u00e8 stato annunciato nel 2026 come un progetto multidisciplinare destinato a comprendere abbigliamento, ricerca artistica e collaborazioni creative. Le anticipazioni pubblicate dalla stampa specializzata indicano il 2027 come orizzonte previsto per la presentazione della prima proposta ready-to-wear.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione londinese precede dunque l&#8217;eventuale commercializzazione dei capi e consente di conoscere le basi progettuali del nuovo marchio.<\/p>\n<p>Secondo quanto comunicato dalla University of Westminster, parte dei lavori esposti contribuir\u00e0 allo sviluppo di prodotti Aitor Ultra e di collaborazioni con Fred Perry, Umbro e Maharishi. Altri oggetti potrebbero invece rimanere esperimenti indipendenti, senza una successiva trasformazione industriale.<\/p>\n<p>In particolare, per il 2027 \u00e8 prevista una collaborazione con Fred Perry, marchio che partecipa anche al sostegno dell&#8217;esposizione.<\/p>\n<p>Throup ha inoltre prospettato la vendita di alcuni prototipi come oggetti artistici autonomi. Si tratta di una possibilit\u00e0 distinta dalla futura vendita di capi prodotti in serie: nel primo caso il valore riguarda l&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;oggetto e il suo ruolo nel processo creativo, mentre nel secondo intervengono esigenze di riproducibilit\u00e0, vestibilit\u00e0 e distribuzione commerciale.<\/p>\n<p>Per la futura linea Aitor Ultra non risultano ancora definiti pubblicamente, nelle informazioni consultate, un listino prezzi, una rete distributiva completa o date precise di disponibilit\u00e0 dei singoli articoli.<\/p>\n<p>La <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong> permette pertanto di osservare il progetto prima che le scelte industriali e commerciali ne determinino la configurazione definitiva.<\/p>\n<h2>Il ruolo del Westminster Menswear Archive nella conservazione del design contemporaneo<\/h2>\n<p>La partecipazione del Westminster Menswear Archive introduce un ulteriore elemento di interesse. L&#8217;istituzione, collegata alla University of Westminster, conserva e studia capi di abbigliamento maschile, con particolare attenzione alla costruzione, ai materiali e ai processi che hanno contribuito alla loro realizzazione.<\/p>\n<p>Tradizionalmente, gli archivi di moda acquisiscono oggetti gi\u00e0 esistenti, spesso dopo che una collezione ha completato il proprio percorso commerciale. Attraverso Ultra Veil, invece, l&#8217;archivio interviene mentre il lavoro creativo \u00e8 ancora in corso.<\/p>\n<p>Questo approccio consente di raccogliere informazioni che rischierebbero di andare perdute una volta terminata la fase sperimentale: modifiche ai modelli, prove sui materiali, soluzioni tecniche scartate e relazioni tra disegni preparatori e oggetti realizzati.<\/p>\n<p>Per gli studiosi del design, tali elementi permettono di comprendere come nasce un prodotto, oltre alle sue caratteristiche finali.<\/p>\n<p>La collaborazione \u00e8 collegata anche a un programma di incontri pubblici, attivit\u00e0 di ricerca e iniziative didattiche. Durante l&#8217;esposizione saranno organizzate sessioni dedicate all&#8217;osservazione diretta degli oggetti, con particolare attenzione ai materiali, alla costruzione e alle proporzioni.<\/p>\n<p>Il Westminster Menswear Archive propone infatti un metodo di analisi che parte dall&#8217;esame fisico del capo, prima di introdurne il contesto storico o le intenzioni dell&#8217;autore. Una metodologia particolarmente adatta ai prototipi di Throup, nei quali numerose scelte progettuali diventano comprensibili attraverso l&#8217;osservazione delle strutture e delle lavorazioni.<\/p>\n<h2>Date, orari e ingresso della mostra londinese<\/h2>\n<p>La <strong>mostra Ultra Veil di Aitor Throup<\/strong> sar\u00e0 visitabile dal 30 ottobre all&#8217;8 novembre 2026 presso Ambika P3, spazio espositivo della University of Westminster situato al numero 35 di Marylebone Road, a Londra.<\/p>\n<p>L&#8217;ingresso sar\u00e0 gratuito e l&#8217;apertura \u00e8 prevista tutti i giorni dalle 11 alle 19.<\/p>\n<p>L&#8217;allestimento riunir\u00e0 le nuove opere scultoree e i prototipi legati ad Aitor Ultra, insieme ai materiali che documentano lo sviluppo della ricerca dell&#8217;autore. L&#8217;iniziativa rientra nel programma espositivo del Westminster Menswear Archive, che negli anni ha organizzato progetti dedicati alla storia e alla sperimentazione dell&#8217;abbigliamento maschile.<\/p>\n<p>Dal 2 al 6 novembre saranno inoltre disponibili visite formative gratuite, su prenotazione, rivolte ai corsi universitari di moda. Gli incontri, della durata di un&#8217;ora, saranno condotti dal personale dell&#8217;archivio e offriranno agli studenti la possibilit\u00e0 di analizzare direttamente le caratteristiche costruttive degli oggetti.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione rappresenter\u00e0 anche un&#8217;occasione per documentare una fase particolare della carriera di Throup: quella in cui una lunga ricerca indipendente comincia a tradursi in un sistema progettuale destinato ad alimentare nuove collaborazioni e una futura linea di abbigliamento.<\/p>\n<p>Per il Westminster Menswear Archive, il lavoro non terminer\u00e0 necessariamente con la chiusura dell&#8217;8 novembre. Il progetto prevede infatti la possibilit\u00e0 di seguire l&#8217;evoluzione dei materiali presentati, registrando quali prototipi diventeranno prodotti, quali confluiranno in collaborazioni e quali conserveranno esclusivamente il proprio carattere sperimentale.<\/p>\n        <div class=\"booster-block booster-reactions-block\">\r\n            <div class=\"twp-reactions-icons\">\r\n                \r\n                <div class=\"twp-reacts-wrap\">\r\n                    <a react-data=\"be-react-1\" post-id=\"302\" class=\"be-face-icons un-reacted\" href=\"javascript:void(0)\">\r\n                        <img src=\"https:\/\/smilecity.it\/home\/wp-content\/plugins\/booster-extension\/\/assets\/icon\/happy.svg\" alt=\"Happy\">\r\n                    <\/a>\r\n                    <div class=\"twp-reaction-title\">\r\n                        Happy                    <\/div>\r\n                    <div class=\"twp-count-percent\">\r\n                                                    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