Desideri pubblicare sul blog? REGISTRATI GRATUITAMENTE e proponi i tuoi articoli!





hackers
hackers

Russia, Cina e Brasile: qui nascono i nuovi hackers

Quando si osservano le statistiche di ricerca su Internet, argomenti e tematiche di sicurezza occupano i posti più bassi del computo globale. Internauti ed utenti sembrano poco interessati a scoprire notizie e tendenze in ambito di sicurezza informatica , virus, trojan o malware.   Una tendenza globale che però viene invertita (considerando i dati di motori come Google e Yahoo!) nei cosiddetti paesi emergenti.

In Brasile, Cina e Russia (tre dei famosi 5 paesi Brics che includo anche India e Sudafrica) negli ultimi 6 mesi le ricerche relative a temi di hacking sono aumentate del 3000%.   Una conseguenza del fatto che ultimamente proprio da questi paesi sono partiti alcuni degli attacchi virus più importanti. Tre mercati emergenti, tre paesi pieni di giovani programmatori e hacker in erba che sono spinti da tre elementi principali.   In primo luogo troviamo una ragione di carattere storico: nella curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo che, a livello informatico, in USA ed Europa ebbe luogo circa trent'anni fa, nei primissimi Anni '80.  

Il secondo fattore è di tipo culturale: fare hacking significa anche entrare in contatto con pirati di altre nazioni, imparare, apprendere e studiare meccanismi congiunti (i virus nacquero come forma di testare i computer).   Infine, la matrice politica. Cinesi e Russi sopratutto (ed i loro governi) spingono verso la creazione di veri e propri team di pirati informatici con l'obiettivo di condurre attacchi di spionaggio informatico nei confronti dei nemici di sempre, gli Stati Uniti, ma anche Israele e Ucraina (nel caso della Russia) cosi come di organismi sovranazionali come NATO e Nazioni Unite.  

Una curiosità interessante sta nel vantaggio assoluto dei Cinesi: la loro lingua li facilita enormemente nella costruzione e il modellamento di codici di programmazione, come affermó tempo fa un tester di Shangai, Lee M. Xiang Den: "Per noi cinesi, abituati a vedercela con una lingua per certi versi assurda, studiare programmazione è come per un russo o un polacco imparare il francese... Un gioco da ragazzi".


Desideri pubblicare sul blog? REGISTRATI GRATUITAMENTE e proponi i tuoi articoli!